il blog di chiarafarigu

domenica 26 luglio 2020

UN ANNO FA IL DELITTO CERCIELLO. ‘ESSERE MOGLIE DI UN CARABINIERE’: LA STRAZIANTE LETTERA DELLA VEDOVA

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n anno fa l’Italia fu scossa dall'omicidio di Mario Cerciello RegaEra in servizio il vicebrigadiere di Somma Vesuviana  con il collega Andrea Varriale nel quartiere Prati a Roma quando venne accoltellato. 

 Fermati e accusati del suo omicidio due giovani studenti americani, Finnegan Lee Elder e Gabriel Natale Hjorth che alloggiavano presso l’hotel Meridien di Roma, a pochi passi da via Pietro Cossa, dove fu rinvenuto il cadavere.

Elder, durante l’interrogatorio, confesserà di aver accoltellato Cerciello, facendo cadere così tutte le fantasiose ricostruzioni circolate subite dopo il ritrovamento del corpo che indicavano come  responsabili del delitto due nordafricani. 

Un interrogatorio che fece molto discutere e che avvenne senza la presenza dell’avvocato. Le immagini del diciottenne americano,  bendato e ammanettato, fecero il giro del mondo.

E’ in corso il processo per stabilire modalità e dinamiche dell’omicidio. Molte le ombre su cui far luce. Dall'acquisto di droga con un pusher italiano ai diversi errori che vengono imputati ai due carabinieri da parte della difesa dei due americani. Che quella notte erano in borghese e per giunta disarmati.

Ai funerali del carabiniere la giovane vedova legge fino all'ultimo rigo una lettera struggente.  Poi si lascia andare sopraffatta dal dolore. A stringersi a Rosa Maria una chiesa gremita all'inverosimile. C’è tutta Somma Vesuviana a tributare l’ultimo saluto al vicebrigadiere Cerciello mentre quelle parole arrivano dritte  nei cuori di chi le ascolta.

E’ la stessa lettera che il 13 giugno, solo 43 giorni prima,  le avevano dedicato nel giorno del suo matrimonio. Allora erano parole di auspicio alla vita di coppia che s’apprestava a cominciare con Mario, il ‘suo’ Carabiniere. Mai avrebbe immaginato Rosa Maria, neanche nei peggiori degli incubi, che dopo appena 43 giorni avrebbe dovuto mettere in pratica quelle parole, rilette tutto d’un fiato con la morte del cuore. Dinanzi al suo Mario, per l’ultimo saluto.
Parole struggenti, scaturite da un dialogo immaginario tra un angelo e Dio che stava creando un modello di donna da destinare a moglie di un carabiniere.
Una donna completamente diversa da tutte le altre.
Diversa come, chiede l’angelo?
“Deve essere indipendente, deve possedere le qualità di un padre e di una madre allo stesso tempo. Le daremo un cuore particolarmente forte, capace di sopportare il dolore delle separazioni, di dare amore senza riserve, di offrire energie al marito nei momenti più difficili e di continuare a lottare anche quando è carico di lavoro, è stanco. Una donna dall'aspetto dolce ma che ha la forza di un leone perché deve saper far fronte a tutte le necessità: essere capace di svolgere allegramente le sue mansioni anche se stanca o ammalata, ed essere capace di cambiare casa, abitudini e amicizie spesso e all'improvviso. A lei faremo dono di una lacrima per la gioia, il dolore, la solitudine e la fierezza che solo la moglie di un carabiniere prova ed è dedicata a tutti i quei valori cui suo marito è legato e che lei farà suoi’’.
Parole da brivido. Che rilette a distanza di poco più di un mese dall'altra cerimonia pesano come  macigni. Parole alle quali Rosa Maria, fiera moglie di un carabiniere, anche se per troppo poco tempo, ha fatto già sue. E che continueranno ad accompagnarla nel suo cammino senza più  Mario al suo fianco.
                         Immagine tratta da Adnkronos





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